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Mauro Daltin ci porta nell'ultimo avamposto del mondo

27. 06. 2014 10:53


“L’ultimo avamposto del mondo” è questo il titolo dell’ultimo libro di Mauro Daltin, pubblicato da Edizioni biblioteca dell’immagine. Un viaggio in Carnia tra partigiani, cosacchi, emigranti ed eremiti.

 

di Barbara Costamagna  

 

 

Un cammino tra la bassa Carnia e l’alta valle dell’Arzino è quello intrapreso da Mauro Daltin nel suo ultimo libro dedicato a quello che lui definisce “L’ultimo avamposto del mondo”. Una terra di incontri e di scontri, i cui luoghi raccontano storie vecchie e nuove, attraverso la voce di un viaggiatore attento come si è già dimostrato Daltin nei suoi lavori precedenti. Le montagne friulane come confini del mondo, dove tra i boschi e i villaggi abbandonati si muovono i fantasmi di un passato che sembra non volersene andare, caricando questi luoghi di fascino e magia.

 

 

 

 

Partigiani, cosacchi, emigranti ed eremiti tornano, quindi, a parlare attraverso lo sciamano Daltin che ne ripercorre le orme tracciando sentieri che il lettore potrà ripercorrere inseguendo le parole come le briciole di Hansel e Gretel per scoprire questa terra così vicina, ma spesso ai più sconosciuta. Sei racconti brevi che approfondiscono una serie di suggestioni, in una riflessione sul rapporto tra ambiente e uomo e tra la memoria e il presente che può essere letto sia come una guida della Carnia sia come un saggio storico- antropologico, ma che per la capacità narrativa dimostrata dall’autore catturerà sicuramente il lettore al quale in qualche pagina sembrerà di sentire il rumore dell’acque dell’Arzino.