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Giorno del Ricordo. Ziberna: ''A soffrire furono anche i rimasti''.

09. 02. 2018 21:06


Questa sera al Parlamento italiano si è tenuta la cerimonia del "Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale". Alla presenza del Presidente Sergio Mattarella e di quello del Senato Pietro Grasso hanno parlato il presidente nazionale dell’ANVGD Antonio Ballarin e il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, che hanno mosso delle accuse precise nei confronti dello stato italiano. Quest’ultimo ha ricordato anche le sofferenze dei rimasti e la loro lotta per mantenere l’identità italiana.

 

di Barbara Costamagna

 

"Le stragi, le violenze, le sofferenze patite dagli esuli giuliani, istriani, fiumani e dalmati non possono essere dimenticate, sminuite o rimosse. Esse fanno parte, a pieno titolo, della storia nazionale e ne rappresentano un capitolo incancellabile, che ci ammonisce sui gravissimi rischi del nazionalismo estremo, dell'odio etnico, della violenza ideologica eretta a sistema". Queste le parole del Capo dello Stato italiano Sergio Mattarella in occasione del Giorno del Ricordo, che ricordano anche il pericolo degli estremismi e il ruolo dell’Unione Europea nel contrapporsi anche oggi agli estremismi. “Un vero e proprio eccidio, un massacro che per troppo tempo è stato dimenticato dalla storiografia ufficiale come l’esodo di migliaia di italiani”, ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso aprendo la cerimonia al senato e ribadendo l’importanza del ricordo. Duro il discorso del presidente dell’ANVGD Antonio Ballarin che ha parlato di chiudere i conti con la storia e di far arrivare agli esuli finalmente il riconoscimento tanto atteso con il risarcimento dei beni abbandonati, la consegna della medaglia d’oro alla città di Zara, l’attuazione completa del Trattato di Osimo, l’inserimento del trattato pace nei libri testo, l’adeguamento dei dati anagrafici, le onoranze ai caduti, la cancellazione della tassa per gli immobili acquistati all’estero, l’attuazione della legge 72/2001 che tutela il patrimonio culturale esuli. “Ha senso giustificare una violenza con un’altra azione violenta contro vittime che non sono legate alla prima?”, si è chiesto Ballarin attaccando la deriva revisionista, e denunciando anche il disinteresse e la diffidenza registrata anche in alcuni ambiti delle istituzioni italiane. Il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna oltre a ricordare il dramma dell’esodo ha accennato anche alle sofferenze degli italiani rimasti che sono sopravvissuti creando strutture per mantenere la propria identità contro il tentativo di folklorizzazione fatto dalla istituzione jugoslave. Importante anche ricordare secondo Ziberna le centinaia di partigiani che sono stati vittime dei titini a Gorizia e Trieste nel dopo guerra solo per le loro simpatie italiane, le cui famiglie ancora oggi conoscono la verità sulla loro fine.