"Il Porto di Capodistria rappresenta il più vicino accesso al mare per i paesi dell'Europa centrale e orientale". A sottolinearlo, il premier sloveno Marjan Šarec, durante la sessione plenaria. "Nel contempo", ha rilevato, "lo scalo garantisce alla Cina il più agevole accesso ai mercati in questa parte del vecchio continente". "Pechino", ha poi ricordato Šarec, "è il principale partner commerciale asiatico della Slovenia e negli ultimi sei anni l'interscambio è aumentato del 15 per cento". Ha poi escluso che lo scalo capodistriano possa perdere il confronto con Trieste e Fiume, dopo gli annunciati investimenti cinesi nelle infrastrutture portuali e viarie in Italia e Croazia. "Con il suo ampio potenziale il Porto di Capodistria avrà un ruolo importante per lo sviluppo dell'economia slovena", è convinto Šarec. Quali i progetti comuni sui quali puntare? Qui Šarec ha citato l'alta tecnologia con la già avviata collaborazione in vari settori, come componenti per autovetture elettriche, sistemi informatici, tecnologia aerospaziale, industria farmaceutica, sanità, senza dimenticare il turismo.

Soddisfatti anche gli operatori economici sloveni, che hanno partecipato alla conferenza che ha coinvolto un migliaio di rappresentanti del mondo industriale e imprenditoriale. Il presidente del consiglio di amministrazione del Porto di Capodistria, Dimitrij Zadel, ha evidenziato che tutto si è svolto secondo le attese, con le garanzie di sviluppo degli scali del nord Adriatico, in concorrenza a livello regionale ma partner strategici a livello globale.

Una nota infine, relativa al possibile incontro Šarec-Plenković, a margine della sessione plenaria. Il premier sloveno ha spiegato che al momento non ci sono le condizioni per un confronto ufficiale con la controparte croata: "quanto avevo da dire in merito al caso intercettazioni e pressioni sui media sloveni l'ho già fatto a Bruxelles, a margine del consiglio europeo", ha tagliato corto Šarec.

Delio Dessardo

Foto: MMC RTV SLO