"Bisognerà aspettare del tempo, almeno alcuni trimestri, per vedere gli effetti dei provvedimenti imposti dalla Banca di Slovenia, con severe limitazioni alla concessione di crediti al consumo per i cittadini". Lo dice il governatore, Boštjan Vasle, spiegando che se verranno riscontrate incongruenze si interverrà per apportare delle modifiche. "In ogni caso", ha aggiunto, "si tratta di misure necessarie a scopo preventivo, per evitare indebitamenti eccessivi dei nuclei familiari, tenendo conto del rallentamento della crescita economica". Vasle ha evidenziato che gli effetti del rallentamento sono già visibili nel sistema finanziario e ne risentono le aziende e i cittadini. "Siamo consapevoli, in qualità di garanti della stabilità finanziaria, che la fase di rallentamento durerà ancora. Sono già 20 i paesi nello spazio europeo ad aver adottato provvedimenti come quelli introdotti il primo novembre in Slovenia, quindi non si tratta di un caso eccezionale. Ci rendiamo conto che le misure potrebbero avere effetti negativi nell’attività delle banche, ciò però", cosi ancora Vasle, "non deve giustificare l'instaurarsi di una prassi tale da indebolire la stabilità finanziaria del paese. Si tratta semplicemente di arginare un eccessivo ricorso ai crediti al consumo. In passato si è aspettato troppo", chiaro il riferimento al maxisalvataggio del sistema bancario sloveno a causa dei crediti deteriorati, dovuti al finanziamento delle grandi imprese, "ora si opera in maniera preventiva", ha spiegato Vasle. I responsabili delle banche presenti a Brdo hanno invitato ad un confronto, definendo troppo rigorose e affrettate le misure, come evidenziato dal numero uno della NLB, Blaž Brodnjak. Le misure approdano intanto in Parlamento. I deputati della coalizione di governo hanno infatti sollecitato una riunione straordinaria del Comitato Finanze, per affrontare l'argomento; si intende chiedere alla Banca Centrale di renderle meno rigide.

Delio Dessardo

Foto: MMC RTV SLO/BoBo
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