La qualità dell'insegnamento passa attraverso la formazione degli insegnanti, ed è obbligo dello Stato garantire che questa avvenga nella loro lingua madre. Lo prevede la legge particolare per le comunità italiana e ungherese nel campo dell'istruzione varata dalla Slovenia nel 2018. Ma servono ancora norme applicative, e da qui il nodo irrisolto dei finanziamenti.

"I fondi sono a bilancio e l'Università del Litorale è tenuta a erogare i corsi", ha sostenuto qualche giorno fa il ministro Jernej Pikalo nell'ennesimo incontro con i rappresentanti della nostra minoranza. Di diverso parere, a Capodistria, preside e vice della facoltà di Studi educativi, sede di un doppio corso di laurea (per insegnanti della scuola elementare e per educatori ed educatrici di quella dell'infanzia) che - avviato nel 2018/2019 - è stato 'congelato' nel presente anno accademico. L'incontro con i vertici della facoltà non ha sortito l'effetto sperato, spiega il presidente della Can costiera Alberto Scheriani. "Dall'incontro è emerso essenzialmente il fatto che non siamo tutti sulla stessa lunghezza l'onda, specialmente per quanto riguarda i finanziamenti. Il Ministero sostiene che l'Università viene finanziata, e quindi dispone di fondi anche per i nostri programmi. L'Università da parte sua nega che questi fondi ci siano e ricorda che a suo tempo erano stati promessi fondi aggiuntivi."

Insomma, ministero e università devono mettersi d'accordo. Il professor Scheriani è fiducioso che ciò possa avvenire già nei prossimi giorni, in modo da rispettare la scadenza entro la quale gli atenei devono presentare all'approvazione ministeriale l'intera offerta formativa per l'anno accademico 2020/2021. Perché è importante che il prossimo ottobre quei corsi ripartano, e che vengano effettivamente svolti integralmente e non solo in parte in lingua italiana, dice ancora il presidente della Can costiera. A maggior ragione se si considera che dalla Pietro Coppo di Isola, l'istituto di cui è preside lo stesso professor Scheriani, usciranno a giugno i primi diplomati del nuovo indirizzo per educatori dell'infanzia. Un percorso di studi che trova il suo naturale proseguimento proprio presso la facoltà capodistriana.

Ornella Rossetto

Foto Rtvslo