Chiudere tutto, con la sola eccezione dei servizi essenziali: è la richiesta che giunge dalla Lombardia, la regione dove ci sono la gran parte dei contagi in Italia.
Il Governatore Attilio Fontana presenterà oggi al governo un piano che irrigidisce ulteriormente le misure di prevenzione, così come chiesto, ha detto, da 12 sindaci della Lombardia. Fra le proposte la chiusura “di tutte le attività commerciali” non essenziali, “del trasporto pubblico locale e anche delle attività imprenditoriali che possono essere chiuse”.
Questa è anche la posizione delle opposizioni di centro destra, che ieri hanno incontrato Giuseppe Conte chiedendo ulteriori misure. Il Premier starebbe lavorando a un nuovo decreto che consentirebbe alle Regioni di decidere ulteriori chiusure, pur mantenendo il coordinamento nazionale, ma conservando la produzione e i servizi essenziali come farmacie, alimentari, energia elettrica o informazione.
Il modello è quello di Codogno, il comune da cui è partita l’epidemia in Italia ma dove ieri, per la prima volta dall'inizio dell'epidemia, non c’è stato alcun nuovo contagio dopo un visibile calo dei giorni scorsi.
Nel paese però purtroppo la situazione non è altrettanto positiva: il numero complessivo dei contagiati, comprese le vittime e i guariti, ha superato le diecimila unità, 529 in più di ieri, mentre le vittime sono complessivamente 631, e c’è un altro contagiato eccellente, il primo deputato: Claudio Pedrazzini, parlamentare di Lodi del gruppo Misto, che sarebbe comunque in buone con dizioni di salute. Sono aumentate anche le persone guarite, 1.004, 280 in più di ieri.
Il governo intanto sta moltiplicando gli sforzi per spingere la popolazione seguire le regole poste fino al 3 aprile, e ha nuovamente raccomandato di evitare le file ai supermercati per far scorte di generi alimentari e di prima necessità, una pratica del tutto ingiustificata perché non c’è alcuna limitazione al trasporto merci, ed è sempre consentito uscire per fare la spesa.
Si pensa intanto a far fronte alle perdite economiche che il blocco del paese sta determinando accanto ai timori del contagio: quasi certo un rinvio di tutte le scadenze e pagamenti. Il governo ha messo sul tavolo per ora sette miliardi e mezzo e chiederà di poter sforare il tetto di deficit per sostenere la ripartenza dell’economia. Conte ha avuto un colloquio con la Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen e con il Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, e l’Europa ha annunciato un fondo da 25 miliardi per far fronte all’emergenza.


Alessandro Martegani


Foto: Reuters
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