"Le attività del Gruppo Danieli non contemplano in alcun modo la produzione diretta di materiale bellico e i contratti stipulati non prevedono mai il coinvolgimento nelle scelte di produzione dei clienti".
Le Officine Danieli di Buttrio, multinazionale con sede in Friuli e leader a livello mondiale nella produzione di impianti siderurgici, ha replicato alle accuse del ministero della difesa ucraino, secondo cui l’azienda friulana, grazie alle sue attività in Russia, sosterrebbe la guerra di Putin.

Foto: MMC RTV SLO
Foto: MMC RTV SLO

La Danieli, nonostante le sanzioni, si legge in un Tweet del ministero della difesa di Kiev, "collabora ancora con gli stabilimenti russi fornendo attrezzature per la produzione di sottomarini nucleari e blindature per carri armati".
Accuse assolutamente infondate secondo il gruppo di Buttrio, che in una nota sottolinea di aver "messo in atto tutte le misure necessarie a conformare le proprie attività ai provvedimenti adottati dall'Italia e dall'Unione Europea", in seguito alla guerra. "Tali misure – continua la nota - sono state applicate senza indugio a persone, entità e società oggetto delle sanzioni".
Danieli ha fatto sapere anche di essere impegnata “sul fronte dell'emergenza umanitaria, fornendo un aiuto concreto alla popolazione coinvolta nella guerra”.
Non è la prima volta che le Officine Meccaniche Danieli, gruppo capace di assorbire quasi la totalità del mercato mondiale di impianti siderurgici per prodotti lunghi, e con un fatturato di 2,8 miliardi di euro solo nella prima parte dell’anno, viene presa di mira da Kiev.
Il gruppo, con rapporti d’affari in tutto il mondo (il nome Danieli saltò fuori anche ai tempi della guerra in Iraq contro Saddam Hussein per la vendita di materiale che avrebbe potuto essere utilizzato per fini bellici), è presente in Russia dal 1983, con tre sedi, riunite sotto la società Danieli Volga. Attualmente è titolare di due commesse per la realizzazione di impianti siderurgici: un nuovo impianto green per la produzione di rotaie, travi e profilati dal valore di circa 250 milioni di euro e un ordine da circa 120 milioni di euro per la fornitura di tecnologie per l’installazione di quattro nuovi forni. Sta anche costruendo dal 2020 la prima acciaieria green in Russia: un progetto dal valore di 430 milioni di euro.

Alessandro Martegani