Foto: BoBo
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La Slovenia sta ancora valutando se vietare l'ingresso nel paese per i turisti russi. Il Ministero degli esteri specifica che nel rilascio dei visti ai cittadini russi vengono applicate tutte le restrizioni adottate dall'Unione europea, nell'ambito della serie di pacchetti di sanzioni in risposta all'invasione russa dell'Ucraina. Chi fa richiesta di visto turistico deve allegare la documetazione necessaria, anche i biglietti aerei, che attesti l'effettivo ingresso e permanenza in Slovenia. Per quanto riguarda i permessi di soggiorno, per i russi che lavorano o studiano nel nostro paese, nulla è cambiato, dicono dal Ministero degli esteri, il settore rientra nelle competenze di ogni singolo stato. La Slovenia, come ha fatto finora, anche in futuro "cercherà soluzioni assieme ai paesi membri dell'Unione europea", ancora dal dicastero. Interpellato in merito il premier Robert Golob ha affermato di non essere stato ancora ufficialmente informato sulla questione, non appena giungeranno da Bruxelles indicazioni chiare la proposta sarà dibattuta nelle sedi istituzionali opportune, a partire dal comitato parlamentare esteri e della Camera di stato.

Il presidente ucraino Zelenski aveva invitato l'Occidente a vietare l'ingresso di tutti i cittadini russi, sottolineando che le sanzioni più importanti contro la Russia sono rappresentate dalla chiusura dei confini, perché i russi stanno portando avanti un'aggressione contro un altro popolo e "dovrebbero vivere nel loro mondo finché non cambiano la loro filosofia. Non si era fatta attendere la replica del Cremlino che attraverso il portavoce Dmitrij Peskov aveva detto che "qualsiasi tentativo di isolare i russi o la Russia è un processo che non ha prospettive. L'anima di tali iniziative non è molto buona, per non dire altro".

Le prime a chiedere a gran voce di vietare l'ingresso ai russi sono state le leader di Estonia e Finlandia. La Repubblica Ceca, presidente di turno dell'Unione, ha annunciato che proporrà un divieto a livello comunitario al prossimo vertice informale di Praga. La Commissione tuttavia non nasconde le sue riserve su una misura che penalizzerebbe tutti i cittadini russi e insiste sulla necessità di proteggere dissidenti, giornalisti e famiglie.
(ld)