SDH Foto: BoBo/Žiga Živulović ml.
SDH Foto: BoBo/Žiga Živulović ml.


Con 51 voti favorevoli e due contrari il parlamento ha approvato l'emendamento che permette il trasferimento del patrimonio della DUTB, la cosidetta banca cattiva dove erano depositati crediti deteriorati, tossici e difficilmente esigibili eredità della crisi finanziaria,
alla Holding statale slovena (SDH). La formula permette così di scrivere un nuovo capitolo per la DUTB, che avrebbe cessato la sua attività alla fine di quest'anno.
Secondo il ministro delle Finanze, Klemen Boštjančič, intervenuto in Aula per riferire in merito alla necessità della modifica di legge, il trasferimento delle attività creditizie deteriorate nella SDH consentirà una gestione più trasparente delle società a partecipazione pubblica, conformandosi con i più elevati standard internazionali di governance societaria. Un modo per sottrarre al controllo della politica la nomina degli organi di vigilanza e un'integrazione delle disposizioni su integrità e trasparenza aziendali. La scelta ha trovato un ampio consenso perché, oltre a quelli della maggioranza di governo, sono arrivati anche i voti di Nova Slovenija, mentre il Partito Democratico di Janez Janša aveva annunciato che non si sarebbe opposto, per questo si è astenuto.
Contestualmente il governo si è impegnato a trasmettere al Parlamento entro sei mesi una proposta per una rinnovata strategia per la gestione degli investimenti statali. Nel dibattito sull'emendamento proposto, infatti, diversi parlamentari hanno sottolineato che la strategia in essere era superata, non essendo mai stata integrata dalla sua adozione sette anni fa.
Inizia quindi un nuovo capitolo per la Holding statale slovena, non solo per il nuovo asset, ma anche per la possibilità di disegnarsi un nuovo ruolo per il futuro.

Valerio Fabbri