Foto: Reuters
Foto: Reuters

Sono stati sospesi e non bloccati definitivamente i finanziamenti all’Unrwa, fino al termine delle indagini sull’accusa secondo cui alcuni operatori avrebbero aiutato Hamas nella preparazione dell’attacco contro Israele del 7 ottobre. Tra i Paesi donatori che nelle ultime ore hanno deciso di tagliere i fondi ci sono gli Stati Uniti, i primi ad essersi tirati indietro, seguiti da Australia, Canada, Finlandia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Svizzera, Regno Unito e Francia. Il loro annuncio ha allarmato il capo dell’Agenzia Onu, Philippe Lazzarini, il quale ha avvertito che il suo lavoro sta “collassando”. L’Unrwa è la principale agenzia umanitaria a Gaza, da cui dipendono oltre 2 milioni di persone per la loro pura sopravvivenza, hanno affermato, evidenziando il fatto che “il 93% delle famiglie sfollate nei governatorati meridionali della Striscia hanno segnalato un consumo alimentare inadeguato”. La bufera che li ha travolti ha fatto intervenire anche il Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, il quale ha fatto un appello agli Stati per garantire la continuità dell’Agenzia: “pur comprendendo le loro preoccupazioni, e anch’io sono rimasto inorridito da queste accuse, faccio appello con forza ai governi che hanno sospeso i loro finanziamenti, almeno a garantire la continuità delle operazioni dell’Unrwa” ha scritto in una nota. Tale appello però ha generato una protesta da parte di Israele. L’ambasciatore israeliano all’Onu ha attacco il Segretario generale, accusandolo di dimostrare nuovamente che la vita e la sicurezza dei cittadini israeliani non sono realmente importanti per lui, in quanto si sta concentrando sulla raccolta di fondi a favore di un’organizzazione terroristica. Al momento solo due Paesi hanno garantito il loro sostegno per l’Agenzia delle Nazioni Unite, l’Irlanda e la Norvegia, Per quanto riguarda invece i dodici membri dello staff che sono stati accusati di essere coinvolti nella strage compiuta da Hamas lo scorso ottobre, nove di loro sono stati licenziati, uno ucciso e le identità di altri due sono ancora “in fase di chiarimento”. Lo ha specificato Antonio Guterres, assicurando inoltre che l’organo di supervisione delle Nazioni Unite ha già avviato un’inchiesta e che è imminente una revisione indipendente dei fatti.

B.Ž.