Foto: Twitter/Filcams
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Nonostante le festività in arrivo, il sindacato dei lavoratori del settore Terziario ha portato avanti lo sciopero, il quale prevede un’alta adesione. Le difficoltà del negoziato consistono in particolar modo sulla parte normativa del contratto, ma anche i temi della stagionalità, la flessibilità negli orari, l’inquadramento professionale, i permessi retribuiti ed infine la quattordicesima. A tre giorni da Natale, il settore del commercio e del turismo hanno deciso di scioperare in negozi, ristoranti, supermercati ma anche nelle attività termali. A proposito, Federdistribuzione ha assicurato che i negozi saranno aperti, dichiarando di essere impegnata a “ridurre i disagi per i clienti in questo venerdì pre-natalizio”. Al centro delle rivendicazioni ci sono innanzitutto gli aumenti retributivi “necessari a contrastare l’inflazione che ha falcidiato stipendi spesso bassi, con sei lavoratori su dieci nel settore del turismo e quattro su dieci nel commercio”. Confesercenti e Confcommercio inizialmente proposero una trattativa che avrebbe portato a un confronto senza alcuna condizione di discussione, ma i sindacati non hanno voluto saperne. Intanto sono cinque milioni, tra lavoratrici e lavoratori, ad aver aderito allo sciopero, tra cortei e manifestazioni a Roma, Milano e Napoli, e ancora Cagliari e Palermo. “Quando il filo del dialogo si interrompe è giusto mettere in campo tutti gli strumenti di mobilitazione” scrive sul social X il segretario generale della Cisl. La trattativa potrebbe riprendere nelle prime settimane di gennaio, a seguito delle festività, in quanto, come spiegato dall’associazione della distribuzione moderna organizzata, lo sciopero “non aiuta in questa fase”, l’unico modo è “riprendere al più presto la trattativa su tutti i temi oggetto di negoziazione, con particolare attenzione all’individuazione di incrementi salariali sostenibili.”

B.Ž.