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Nuova richiesta del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani nei confronti del fondatore, presidente e Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, affinché riferisca in Aula a Strasburgo sul caso di Cambridge Analytica, la società che ha utilizzato i dati di milioni di utenti del social per fini politici.

Tajani aveva già invitato Zuckerberg nei giorni scorsi, senza ricevere, a quanto pare, una risposta. Il patron di Facebook aveva invece accettato la richiesta del Parlamento Usa di rispondere alle domande di deputati e senatori. Da qui, la decisione di rinnovare l'invito ad "apparire di persona davanti all'Aula non appena le sarà possibile. Confido - si legge nella missiva - che risponderà favorevolmente alla convocazione dei rappresentanti dei cittadini europei".

Nella lettera al colosso di Menlo Park, Tajani ringrazia Zuckerberg "per l'offerta di mandare il vicepresidente Joel Kaplan per parlare davanti al Parlamento" del caso Cambridge Analytica, ma sottolinea che "tutti i gruppi politici hanno sottolineato la necessità assoluta di una sua presenza personale, come è accaduto davanti al Congresso Usa". Il Parlamento, continua Tajani, "è un decisore chiave nel processo regolatorio della più grande area economica del mondo" e il quartier generale internazionale di Facebook "è ubicato a Dublino, cosa che sottomette la società alla legislazione europea".

Tajani ricorda inoltre a Zuckerberg che una delle priorità dell'Aula sarà quella di rafforzare il quadro regolatorio Ue per assicurare "un mercato digitale ben funzionante, con un alto livello di protezione per i cittadini". E quindi, sottolinea, "ci aspettiamo che i portatori di interessi collaborino in pieno con noi per raggiungere questo obiettivo. Credo che la sua presenza in Parlamento manderebbe un segnale decisivo in questa direzione. Siamo convinti - conclude - che i milioni di cittadini europei colpiti dallo scandalo Cambridge Analytica meritino una spiegazione completa da parte del top manager di Facebook, come è successo ai cittadini statunitensi".


Articolo realizzato nell'ambito del progetto Europa.Today e con il finanziamento del Parlamento Ue