È stata una trattativa a oltranza quella affrontata dai ministri dell’economia dell’Eurogruppo. I lavori del vertice, che dovrebbe riuscire a produrre un accordo sui mezzi di finanziamento per il sostegno all’economia durante e dopo l’emergenza, sono durati tutta la notte e un accordo dovrebbe essere presentato entro questa mattina.
Un portavoce dell'Eurogruppo ha fatto sapere che lavoro è avviato “verso una risposta economica ambiziosa al Coronavirus”, ma il dilemma da risolvere è sempre lo stesso: dare via libera all’emissione di titoli europei, gli Eurobond, e condividere il peso del debito fra tutti i paesi dell’area euro, oppure ricorrere al MES, il fondo salvastati, con interventi mirati ai singoli paesi, che però dovrebbero sottostare a precise condizioni di rientro e avviare riforme strutturali per ridurre il debito.
Il presidente dell’eurogruppo Mario Centeno ha parlato del “pacchetto economico più ambizioso di sempre”, ma quella che uscirà sarà una soluzione di compromesso, che eviti accuse di egoismo e mancanza di solidarietà ai paesi del nord come Olanda, Germania e Finlandia, alimentando la divisione in Europa, ma garantisca anche che il fiume di denaro necessario a sostenere l’economia dell’Euro sia speso in maniera assennata e non alimentando ulteriormente il debito già alto di paesi come la Francia, la Spagna, il Portogallo, e soprattutto l’Italia e la Grecia.
Nel pacchetto dovrebbe esserci un po’ di entrambe le soluzioni: la trattiva, iniziata in ritardo proprio per cercare di limare le distanze, ha visto ripetute pause e riprese, per consentire ai ministri di lavorare sul testo che sembra aver recepito la proposta francese di un fondo temporaneo di solidarietà, che eviti le rigidità del MES. Le distanze si sono ridotte ma non esaurite, e rimangono i veti di Francia e Italia da una parte, che chiedono un accenno esplicito agli Eurobond e alla condivisione del peso del debito, e i timori di Olanda e Germania che chiedono invece l’uso del Mes. La prima versione fra l’altro prevedeva un intervento da 500 miliardi, un terzo di quanto sarebbe necessario per far ripartire l'economia europea secondo la stessa Commissione.
L’obiettivo rimane comunque quello di giungere a un accordo che possa essere sottoscritto da tutti i capi di governo rapidamente, perché il tempo in questa fare è essenziale, per sostenere l’economia reale, e per tranquillizzare i mercati che in questi giorni hanno dimostrato segnali di risalita dopo il crollo di un mese fa.


Alessandro Martegani


Foto: Reuters
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