Da una parte il cauto ottimismo per la ripresa dell'economia, in primo luogo del turismo che in Croazia incide sul Prodotto interno lordo nella misura del 20%, dall'altra invece la preoccupazione per gli effetti del lockdown. Nel sondaggio effettuato dall'agenzia stampa HINA, gli analisti prevedono che il secondo trimestre dell'anno si chiuderà con il calo economico su base annua tra il 15 e il 25 percento. Dunque, molto peggio della flessione dell'8,8 percento registrato all'inizio della grande crisi del 2009. Il PIL dunque in caduta libera a causa del calo della produzione industriale, della ristorazione e del turismo nonché' dei consumi come conseguenza della flessione degli stipendi e della rete commerciale chiusa. Intanto nell'aprile scorso in Croazia hanno soggiornato solo 9.500 turisti, il 99% in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Più che di turisti si potrebbe parlare di cittadini stranieri rimasti bloccati nel paese. Sul fronte epidemiologico la situazione è molto confortante: ieri come detto per la prima volta nessun contagio dalla comparsa del virus avvenuta 3 mesi fa. E nessun contagio dai rapporti finora inviati dai comandi di crisi regionali a quello centrale di Zagabria. I dati esatti per tutta la Croazia verranno comunque diffusi nel primo pomeriggio.

Valmer Cusma


Foto: Radio Capodistria
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