Allestita in diversi spazi espositivi dal 26 marzo e fino al 26 di questo mese la mostra personale del grande artista bosniaco Safet Zec tratta dai cicli “Abbracci” ed “Exodus”, dando così forma alla sua più completa personale in Slovenia. L’allestimento della mostra è stato curato dalla pittrice Mira Ličen. I due cicli sono frutto degli ultimi vent’anni di lavoro del maestro Safet Zec, nato a Rogatica in Bosnia nel 1943, artista che nutre un profondo rispetto per le tragedie del nostro tempo e in particolare per quella di Srebrenica e l’attuale emergenza globale dei migranti, non senza un particolare accento sui bambini quali vittime innocenti. Come osserva la curatrice delle Gallerie costiere di Pirano, Nives Marvin, le 13 grandi tele del ciclo Exodus ricordano il ciclo Non siamo gli ultimi di Zoran Mušič su Dachau. Anche Zec è riuscito a realizzare queste opere solo a 25 anni dalla tragedia, negli anni dal 2017 al 2019. La mostra itinerante, che ha fatto tappa finora a Venezia, Torino, Roma, Srebrenica e, dopo Pirano andrà a New York, è accompagnata da un catalogo plurilingue con contributi di Giandomenico Romanelli e progetto grafico a cura della figlia dell'artista, Hana Zec. »Dedico il ciclo pittorico “Abbracci” ai giovani sarajevesi Admira e Boško, al loro amore e alla loro improvvisa, triste e incomprensibile scomparsa al tempo della tragedia che colpì la loro città, interrompendo vite e sogni. I colpi dei cecchini impedirono ai due innamorati di continuare a vivere altrove, in un posto piu felice, il loro amore ormai sbocciato: resteranno cosi “eternamente” abbracciati sul ponte Vrbanja sul fiume Miljačka, come simbolo e monito delle “tenebre” che possono oscurare la mente umana.« La scenografia dello spettacolo di musica e danza è di Safet Zec, la scenografia di Tone Partljič, la regia di Ivan Laboda. Gli interpreti sono Mojca Partljič Jure Lesar, Denis Horvat, Luka Mrdakovič, Eva Tancer, Siniša Bukinac. Agli spettatori sarà richiesto il Green pass. (mid)

Foto: UBALD TRNKOCZY
Foto: UBALD TRNKOCZY