Foto: Radio Capodistria
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La Settimana della costa mediterranea è occasione per i paesi che aderiscono alle strategie macroregionali di fare il punto sulle politiche ambientali, di scambiarsi le cosiddette buone pratiche, cristalizzare nuovi progetti e nuove collaborazioni che concorrere anche ai bandi europei ha detto il ministro sloveno per le risorse naturali Uroš Brežan che ha avuto colloqui separati anche con Fabio Scoccimarro, assessore regionale del Friuli Venezia Giulia alla Difesa dell'ambiente, energia e sviluppo sostenibile. Brežan ha sottolineato l'importanza dei progetti transfrontalieri con l'Italia come ad esempio tra i parchi naturali delle Alpi Giulie o la firma dell'accordo di interconnessione degli acquedotti tra Trieste e l'Istria per l'approvvigionamento idrico dei comuni costieri, senza dimenticare i progetti a livello locale come la strada costiera tra Isola e Capodistria, chiusa al traffico. La Slovenia è inclusa in tre delle quattro strategie macroregionali, Adriatico Ionica, il cui ufficio di coordinamento si trova a Isola, danubiana, che la Slovenia presiede nel 2023, e alpina, che sarà guidata da Lubiana il prossimo anno. L'ufficio isolano è stato confermato per il prossimo quadriennio.

Iztok Škerlič direttore dell'Ente per la promozione dell'imprenditoria e dei progetti di sviluppo di Isola che coodina i lavori. "I punti salienti di questa edizione sono che abbiamo raccolto a Isola per la prima volta tutte e quattro le macro strategie e parliamo delle buone prassi e anche di cooperazione che bisogna ancora migliorarla in futuro per un ambiente migliore e anche sulle altre politiche di sviluppo. Giovedì presenteremo in anteprima il laboratorio della qualità dell'ambiente dell'Eusair, una proposta tecnica per tutti i paesi, di istituire i corridoi verdi e i corridoi blu per il mare quindi una mappa dove presenteremo i modi di collegare queste aree protette marine per raggiungere gli obiettivi della strategia della biodiversità dell'Unione Europea fino al 2030 nella quale come obiettivo c'è la salvaguardia del 30% dei mari e un 10% delle cosiddette aree di non pesca. Per la Slovenia, ma anche per gli altri paesi, questo è molto importante in quanto la pesca costiera e lo sviluppo del territorio è anche una maniera di vivere perché se non ci saranno più pesci dovremo abituarci senza le barche dei pescatori e così via. Quindi questo è un punto importante dove lo Slovenia vuole giocare un ruolo importante." (ld)