L’Olanda non sembra voler cedere sugli eurobond: anche il Parlamento olandese, a poche ore dalla ripresa della riunione dell’Eurogruppo che dovrebbe decidere mezzi e quantità di risorse da destinare al sostegno dell’economia europea durante e dopo l’emergenza sanitaria, ha esortato il governo a non accettare gli eurobond e a non rinunciare alle condizioni da imporre ai paesi che decidessero di ricorrere al Mes, il fondo salvastati.
I lavori dell’Eurogruppo, sospesi ieri mattina dopo una notte di trattative vista l’impossibilità di arrivare a un punto d’incontro, riprenderanno oggi alle 17:00, e la posizione olandese al momento sembra l’unico reale ostacolo a un accordo, dopo l’avvicinamento delle posizioni di altri governi del Nord, come Germania, Austria e Finlandia, al piano francese, che rappresenta un compromesso, ma prevede comunque una condivisione del debito con un fondo apposito senza condizioni sui vincoli di bilancio.
In queste ore la Francia ha avuto parole molto dure verso il governo olandese, accusato di bloccare tutto per la contrarietà agli eurobond. La stessa presidente della Bce, Christine Lagarde, ha invitato i paesi dell’area euro a dare una risposta di bilancio forte al coronavirus, chiedendo ai governi di superare le differenze: “Se non saranno curati tutti i paesi, - ha detto intervistata dall’agenzia Bloomberg - gli altri soffriranno. La solidarietà è un interesse personale”.
Al di là dei metodi e degli strumenti infatti la partita che si sta giocando in Europa è questa: un confronto fra la volontà di alcuni paesi di tutelare le proprie economie interne e i propri equilibri di bilancio da una parte, e dall’altra la convinzione di altri paesi che l’economia dell’euro sia ormai troppo connessa per sperare di salvarla senza una politica unitaria e condivisa, anche nell’emettere debito.
Di questo avviso è ad esempio il premier italiano Giuseppe Conte: “Se l'Europa non si darà strumenti finanziari all'altezza della sfida, come gli eurobond - ha detto intervistato dalla Bild -, l’Italia sarà costretta a far fronte all'emergenza e alla ripartenza con le proprie risorse. Ma le risposte nazionali – ha aggiunto - rischiano di essere meno efficaci rispetto a un'azione coordinata, e possono mettere a repentaglio il sogno europeo”.


Alessandro Martegani


Mark Rutte Foto: Reuters
Mark Rutte Foto: Reuters