Dita Von Teese è la rappresentante per eccelenza del Neo-Burlesque che punta soprattutto sull’autoironia delle artiste. Foto: Mireille Ampilhac / Wikipedia (CC)
Dita Von Teese è la rappresentante per eccelenza del Neo-Burlesque che punta soprattutto sull’autoironia delle artiste. Foto: Mireille Ampilhac / Wikipedia (CC)
Miss Dirty Martini
Ai giorni nostri la burlesquer più celebre è ad esempio la giunonica Dirty Martini. Foto: David Shankbone / Wikipedia (CC)
Boylesque
Boylesque, la versione maschile di Burlesque. Foto: Michael Albov / Wikipedia (CC)
Webolution - Burlesque

Burlesque ieri e oggi

Sensualità, eleganza, fascino retrò e tanta ironia sono il segreto del successo di una forma di spettacolo che ha sedotto Hollywood ma anche il resto del mondo. Tutto questo è Burlesque: spettacolo, provocazione e belle donne. Non un semplice spogliarello, bensì una raffinatissima forma d’arte, un genere di intrattenimento. È un lavoro in cui musica e movimento si fondono, in cui l’erotismo non è mai volgarità e si esprime nella cura dell’espressione del volto, della sinuosità dei movimenti, del movimento musicale delle mani. Chi pensava che quella del Burlesque fosse una moda destinata a scomparire dovrà ricredersi. A celebrare, quello che in molti definiscono, una vera e propria arte di seduzione, ci pensa il web.

Il Burlesque nasce nella seconda metà del XIX secolo in Inghilterra e negli Stati Uniti come forma di spettacolo comico che parodiava l’aristocrazia per far divertire le classi meno abbienti, ma agli inizi non prevedeva lo spogliarello. Lo striptease viene introdotto per caso solo nel 1917, quando una ballerina perde l’abito e l’incidente, molto apprezzato, viene inserito in repertorio. Negli anni Venti a New York il Burlesque viene bandito come fuorilegge, ma le repressioni contro questa »peccaminosa esibizione« non fanno che aumentarne la popolarità.

Le prime dive, l'inglese e la siriana Little Egypt, non si spogliavano affatto, perché all'epoca mostrare un centimetro di coscia o di fianco, era già sufficiente a mettere in subbuglio la platea. Ma quando il Burlesque è sbarcato in America, le cose sono cambiate. Col passare del tempo, mentre diventava lecito togliersi sempre più vestiti nascevano stelle indimenticabili capitanate da Betty Page e Tempest Storm. Occhi magnetici, sorrisi innocenti, ma allo stesso tempo maliziosi, e poi quell'aria della ragazza della porta accanto: Betty Page incarnava tutte queste caratteristiche diventando una vera e propria icona. È molto celebre il film »Teaserama«, una compilation di spogliarelli e scenette comiche piene di malizia. Una delle più famose è quella dove Betty Page interpreta una cameriera sexy, che tra sorrisi e strizzate d'occhio aiuta nel vestire una prorompente Tempest Storm. Non possiamo poi non nominare e tralasciare la mitica Jennie Lee. La sua amica di cuore Dixie Evans era all'epoca un'altra colonna portante del Burlesque tanto che si narra che il manager di Marilyn Monroe s'ispiro proprio a lei nel dare direttive di stile all'ancor giovane mito hollywodiano.

Successivamente il genere si evolve e attraversa la storia contemporanea degli Usa tra alti e bassi: negli anni del proibizionismo vive in clandestinità, negli anni Quaranta approda sui giornali per soli uomini, nei Cinquanta è materia di filmini spinti per le sale cinematografiche di provincia, e nei Sixties finisce relegato al sottobosco dei go-go club. Per la definitiva riemersione c’è da attendere gli anni Novanta, quando negli States si fa strada una nuova generazione di artiste dotate di personalità prorompenti e con in testa il mito di Bettie Page: da Vivienne Va Voom alle Pontani Sisters, da Dirty Martini a Jo »Boobs« Veldon, e poi ovviamente c’è Dita Von Teese. La rivoluzione si chiama Neo-Burlesque. A Las Vegas nasce la »Burlesque Hall of Fame« che dal 1990 elegge Miss Exotic World, ossia la campionessa mondiale del genere.

Pensavate forse che dopo tutto mancasse un museo del burlesque? C'e' anche quello. »The Burlesque Hall of Fame« è il nome del museo del Burlesque che si trova a Las Vegas. Il museo documenta la storia del Burlesque americano dal XIX secolo, cioè dalla sua nascita, fino al suo periodo migliore nel XX secolo, ed espone i reperti storici commemorativi delle ballerine di burlesque. Nacque grazie a Jennie Lee, che cominciò a collezionare cimeli sul Burlesque da quando era proprietaria del nightclub »Sassy Lassy« in California. Quando le fu diagnosticato il cancro al seno, lei e suo marito decisero di trasferirsi in una fattoria di capre abbandonata. La signora Lee aveva intenzione di aprire un museo sul Burlesque, una scuola di Burlesque e un bad and breakfast, e la fattoria era abbastanza grande da contenere tutta la sua collezione. Ma solo la prima delle sue idee venne portata a termine durante la sua vita. Dopo la morte di Jennie Lee nel 1990, Dixie Evans trasformò il museo nell’Exotic World. Ormai la collezione era talmente vasta da riempire l’intera fattoria e include poster, fotografie, fermo immagini di pubblicità, ritagli di quotidiani, locandine su famose ballerine Burlesque.

Neo-Burlesque

Dita Von Teese è la rappresentante per eccelenza del Neo-Burlesque che punta soprattutto sull’autoironia delle artiste. Il nuovo genere, espressione dell’emancipazione femminile, propone un mondo dominato dalle donne: non oggetti di seduzione, ma vere dive e impresarie di se stesse. Donne avvenenti, dotate di una sensualità magnetica, per quanto le loro curve morbide spesso non rispecchino i canoni estetici imposti dalla moda. L’irrefrenabile successo del Burlesque sta oggi dilagando ovunque: si sono ispirati al genere star della musica come Christina Aguilera, Madonna, Gwen Stefani, Katy Perry e Lady Gaga; ma anche night club e palestre, dove si sta diffondendo il »Burlesque fitness«, un sexy allenamento che coniuga sport e sensualità.

A subire il fascino di quest’arte è soprattutto la moda: Jean Paul Gaultier ne ha tratto ispirazione non per una collezione, ma molte più, facendo addiritura sfilare a Parigi, per una delle sue collezioni di lusso haute couture, la stessa Dita von Teese. Lo stilista e fotografo Karl Lagerfeld ha voluto la burlesquer americana Dirty Martini per un suo recente servizio fotografico osé. Il Burlesque rispecchia un modello di donna provocante dal corpo morbido e burroso dove sono proprio le forme il punto forte della seduzione. Alcuni dettagli però sono importanti, ed esempio la pelle deve essere bianca come il latte e preservare un incarnato chiaro è tutt'altro che facile. Per esempio Eve La Plume, una delle più celebri performer italiane, non si espone mai ai raggi del sole, e da maggio a ottobre per uscire di casa usa sempre un ombrello che la ripara e fattori di protezione molto alti. Di spiaggia poi, non se ne parla neanche. Un'attenzione particolare deve essere riservata poi alla scelta degli abiti e sul web impazzano video che suggeriscono come vestirsi o creare accessori a casa. Con il trucco poi ci si può veramente sbizzarire, l'importante è che sia appariscente e sensuale. Su Youtube ultimamente i tutorial si sono moltiplicati. E dopo make up, acconciatura, vestiti e accessori, non rimane che allenarsi davanti allo specchio per creare un vero e proprio spettacolo. Ma se da sole non ce la fate sappiate che in giro ci sono un sacco di corsi che potete frequentare.

Le dive del burlesque

Ai giorni nostri le burlesquer più celebri sono ad esempio la giunonica Dirty Martini e l'elegante Dita Von Teese. E le altre? Impossibile tralasciare Jo »Boobs« Veldon detentrice del titolo di miglior performer Burlesque 2013 e 2014. Quest'artista è anche proprietaria della famosa »New York School of Burlesque«. Vivienne Va Voom, classe 1971, è invece una delle veterane del Neo-Burlesque e scrisse anche un libro sulla storia di quest'arte. Nel 2006 ha fondato a Denver la prima scuola di Burlesque.

Tra le più sofisticate e dai modi da vera diva c'è Immodesty Blaize. Ballerina inglese dal temperamento bollente e dal carattere indomabile. Ovuque vada, fa sold out. Si autoproclama star, ride e sorride come un’attrice consumata. Non ha tempo per gli uomini, perchè secondo lei scadono. Li ha inquadrati fin da giovanissima quando, sotto falso nome, si spogliava in un club londinese per soli uomini. La definì un’esperienza patetica, che le ha insegnato però l’arte dello striptease, o meglio, l’arte di far andare l'altro sesso fuori di testa scoprendo pochi centimetri di gluteo. Dichiara di essere immodesta da quando ha 13 anni. Dedica ore alla cura della pelle color alabastro e le piace da impazzire quando gli uomini la mangiano con gli occhi. Insomma, o ci è o ci fa, ma sicuramente non è disoccupata.

Pallore lunare, capelli rubini, occhi azzurri e labbra da sfiorare appena. Talvolta scesa da un manifesto pubblicitario di Toulouse-Lautrec affisso nei rioni di Parigi, talvolta impressa in un quadro di Degas, Eve La Plume riporta alle nostre menti il fasto e la dissolutezza dell’epoca vittoriana, le avventure e i successi di un’eroina di fine Ottocento. Eve La Plume è di fatto l’incontrastata regina italiana del Burlesque. La sua arte di seduzione percorre gli ultimi decenni del XIX secolo e brilla fino all’Art Nouveau. I suoi gesti non ricalcano le pose da pin up. Lo show Burlesque di Eve celebra i primi passi dell’erotismo sofisticato, sussurrato. Antesignana del Burlesque in Italia, inizia la sua carriera quando ancora Dita Von Teese era nel Bel Paese una perfetta sconosciuta o semplicemente la moglie di Marilyn Manson.

Le altre burlesquer famose sono ad esempio Amber Topaz, oltre che ballerina anche cantante. La sua sensualità è caratterizzata da un'innata simpatia che la rende ancora più irresistibile. Chris Columbine è invece considerata la »Dita Von Teese britannica« ed il suo pezzo forte è l’esecuzione del »Notturno« di Chopin mentre maliziosamente si libera di corsetti e abiti di piume. E rimanendo in Inghilterra nominiamo la londinese Slinky Sparkles, un’artista molto versatile. Porta sul palco uno strano personaggio che è un po’ un mix di Neo-Burlesque arricchito da sonorità retrò in un singolare e satirico »cheesecake style«. La ragazza sa farci poi con una varietà di capacità circensi, come la manipolazione dei vetri, fuoco, magia, serpenti. Impossibile poi non svelare un'indiscrezione: una delle regine del Burlesque inglese è l'acclamata Katrina Darling, cugina di Kate Middleton. Chissa come la Regina avrà preso la notizia visto che il numero più famoso di Katrina si chiama »God save the queen«.

Boylesque

Sicuramente ciò che ancora in pochi conoscono è una particolare direzione che ha preso il Burlesque. Parliamo del Boylesque, ossia la sua versione maschile. A dire il vero, il binomio uomo-spogliarello spesso viene ricondotto a immagini che per soggetti e contenuti ricordano spettacoli già visti, come gli addii al nubilato o i festeggiamenti legati alla festa della donna. Tutti tremedamente tristi. Il Boylesque è qualcosa di diverso. Per capire la vera natura di questa forma di intrattenimento basta fare riferimento agli ancora rari esponenti della categoria. Prendiamo innanzitutto come esempio il newyorkese James Tigger Ferguson, osannato dal New York Times come »un isterico acrobatico«. Riesce ad esprimere arte travestendosi da clown o da prete cowboy, e omaggia i presenti concludendo il suo show con un perizoma piumato. A Milano invece troviamo Alan Debevoise, da considerarsi a tutti gli effetti il primo boylesquer italiano. Attore ed intrattenitore di origini francesi, il giovane vanta un curriculum pieno zeppo di esperienze nel settore dell’entertainment, essendo riuscito a conoscere e a interagire con personaggi della fama di Tempest Storm che, insieme a Bettie Page, ha segnato la storia del Burlesque in America a cavallo degli anni Cinquanta.

Altre stelle del Boylesque sono Jett Adore, Bazooka Joe e Ray Gunn. Il pubbico si mostra interessato sì allo spogliarello, ma anche, e forse soprattutto, alla storia che l’artista mette in scena con la propria esibizione e scoprire perché il personaggio finisca per spogliarsi. Secondo coloro che il Boylesque lo mettono in scena, l'esibizione viene apprezzata perché in questa nuova forma di spettacolo sembra mancare la competizione. Gli uomini presenti in platea spesso si rispecchiano con l'artista che non mostra un fisico palestrato, ma dichiara anzi che sul palco c’è posto per ogni tipo di fisicità. E le donne? L’impressione è che alle donne faccia simpatia vedere l’uomo in vesti così inusuali e piaccia il fatto che, per la prima volta, è l’uomo a costruire una professione sul proprio corpo nudo. Comunque sia, l’ironia e l’ilarità sono gli ingredienti fondamentali sia in uno spettacolo di Burlesque che di Boylesque. Uno show dove il pubblico ride con chi sul palco riesce a saper prendersi in giro è sicuramente un’esibizione vincente.

Photo: Brendan/Flickr (CC)


Webolution

Webolution si prefigge di approfondire tendenze e attualità riguardanti il mondo del web. Ogni puntata affronta un tematica sfruttando l'immensa mole di materiale foto/video caricato in rete.

Webolution - Burlesque